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L’Information Technology a supporto della diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro

Ultimamente si era acceso il dibattito sulla validità e accettabilità delle tecnologie multimediali nel campo della formazione in generale e della formazione sulla sicurezza del lavoro in particolare. L’avvento della pandemia da Sars Cov-2 ha messo tutti d’accordo sulla necessità dell’utilizzo della formazione a distanza nella formazione scolastica e nell’ambito della sicurezza sul lavoro. Terminata l’emergenza pandemica, si tornerà alla didattica in presenza oppure quella a distanza sarà considerata un normale strumento di formazione?

Premessa

Il Decreto legislativo n. 81 del 2008 e gli accordi Stato-Regioni hanno incrementato nel tempo, in modo sostanziale, il numero dei corsi di formazione obbligatoria sulla sicurezza sul lavoro e il loro monte ore che, per altro, si differenzia secondo il tipo di rischio a cui i lavoratori sono esposti.

Tale previsione ha determinato la necessità di prevedere programmi formativi adeguati alle prescrizioni dettate dalla legge. In alcuni casi ha creato delle criticità organizzative derivanti dal numero dei dipendenti da sottoporre a formazione e dalla loro dislocazione sul territorio nazionale che, a volte, si estende anche all’estero. Queste criticità erano anche determinate dall’obbligo prevalente di svolgere i corsi totalmente in presenza; solo alcune rare tipologie di corsi potevano essere erogate tramite formazione a distanza.

Sempre più venivano evidenziati dal mondo imprenditoriale gli aspetti economici legati alla formazione sulla sicurezza sul lavoro, che in alcuni casi determinavano costi elevati, se si sommavano ai costi vivi della formazione anche quelli derivanti dalle trasferte e dai tempi di assenza dal lavoro. Queste considerazioni erano presenti sui tavoli ministeriali al momento dell’avvento della Sars Cov-2.

Il mondo della sicurezza sul lavoro, di fronte all’emergenza, è stato chiamato a trovare nuove modalità di didattica che permettessero di superare le barriere fisiche offrendo ai lavoratori la possibilità di continuare a formarsi e ad apprendere, utilizzando quasi esclusivamente forme di didattica a distanza.

I decreti del Presidente Del Consiglio dei Ministri e i “Protocolli condivisi di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” che si sono succeduti nel tempo hanno definitivamente affermato, dallo scorso marzo 2020, la necessità di ricorrere alla formazione a distanza per continuare l’attività di formazione e aggiornamento dei lavoratori.

All’arrivo della pandemia, il mondo economico era pronto a sfruttare le opportunità che offriva l’ICT?

Formazione e modalità e-learning

Proprio per risolvere alcune di queste problematiche gli ultimi accordi Stato-Regioni, per alcuni specifici percorsi formativi, avevano iniziato da tempo a prevedere le modalità di erogazione secondo le metodologie di e-learning che utilizzino la tecnologia SCORM[1].

La formazione tramite e-learning si caratterizza da una relazione uno-a-uno tra il discente e lo strumento tecnologico a disposizione e dà una certa libertà di utilizzo relativamente a orari e sessioni di apprendimento. È la piattaforma tecnologica (Learning Management System o LMS) a gestire la distribuzione e la fruizione della formazione: si tratta infatti di un sistema gestionale che permette di tracciare la frequenza ai corsi e le attività formative dell’utente (accesso ai contenuti, tempo di fruizione, risultati dei momenti valutativi…).

Tutte le informazioni sui corsi e gli utenti restano indicizzate e memorizzate nel database della piattaforma: questa caratteristica permette all’utente di accedere alla propria offerta formativa realmente da qualsiasi computer collegato a Internet, generalmente senza alcuna necessità di scaricare software ad hoc dal lato dell’utente.

L’utente è insomma in questo caso totalmente delocalizzato e, in virtù di ciò, più semplice risulta il suo accesso al percorso formativo modellizzato sul server, secondo la filosofia anywhere/anytime, ovunque e in qualsiasi momento.
I sistemi di tracciamento e controllo permettono, peraltro, di tenere sotto controllo in maniera stringente l’andamento del percorso formativo ma, evidentemente, il rapporto tra discente e tutor è informale e asincrono, in quanto basato su sistemi di email e/o chat che non necessariamente sono in tempo reale. Peraltro è un rapporto non invasivo, in quanto si realizza solo a seguito di criticità o difficoltà che il discente possa incontrare durante la fruizione del corso che, per sua natura, non ha una determinazione in termini di periodi definiti di fruizione.

Formazione e Aule Virtuali in modalità webinar

Pur apprezzando l’e-learning, da tempo si stavano sviluppando altri strumenti e modalità di formazione, anch’esse basate sull’Information Technology, come la formazione tramite videoconferenza.

Queste metodologie favorivano le aziende con strutture organizzative ampiamente diffuse sul territorio e che dispongono di risorse umane adibite ad attività caratterizzate da alta mobilità e dall’assenza dell’uso di uffici e attrezzature informatiche “fisse”. Questi lavoratori mal si adattano, per alto numero e tipologia di impiego, a frequentare percorsi formativi in presenza e/o con metodologie e-learning.

Le aziende che hanno iniziato a richiedere l’utilizzo delle videoconferenze come metodo di formazione già prima dell’avvento del Covid-19 contano solitamente in organico un elevato numero (5.000/10.000) di dipendenti, per lo più dislocato in sedi distribuite su tutto il territorio nazionale e, talvolta, anche all’estero.

Nel corso dell’analisi del problema si è prospettata quindi da parte di queste aziende l’ipotesi di ricorrere allo strumento dell’Aula Virtuale tramitewebinar [2] quale mezzo per superare le criticità esposte.

La peculiarità di tale strumento formativo, ormai utilizzato in modo diffuso, è quello di creare in remoto delle aule basate sul web e sulla trasmissione dati in “real time” in modo da creare una relazione didattica “uno-a-molti” tra il docente e i discenti

Le moderne tecnologie di trasmissione dati e l’aumento della loro velocità di trasferimento hanno permesso di mettere a punto sistemi di gestione della didattica a distanza tramite appunto le cosiddette “Aule Virtuali”.

L’aula virtuale (o “ambiente collaborativo”) è la metodologia didattica che permette l’interazione (in modalità sincrona) fra gli utenti: si tratta infatti di strumenti che favoriscono la comunicazione immediata tramite chat, lavagne condivise (interactive whiteboards), videoconferenza e così via.

I software per la gestione di ambienti collaborativi possono gestire anche forum di discussione, document repository, accesso ai materiali didattici o a materiali di supporto, anche secondo tempistiche asincrone che riescono a mettere a disposizione dei discenti la possibilità di rivedere successivamente documenti e filmati.

L’uso del webinar permette di erogare i corsi di formazione in ambiente altamente controllato dal docente sia visivamente che tramite interazioni in real time via web con i discenti facenti parte l’aula virtuale.

Il vantaggio dal punto di vista didattico e metodologico di tale modalità formativa è l’immediatezza del rapporto docente-discente, peraltro non sempre garantito dalla modalità e-learning, che ripropone in modo virtuale la relazione che normalmente si crea in un’aula tradizionale.

I maggiori vantaggi si hanno per quelle aziende che, per numero e dislocazione delle risorse umane sul territorio, riscontrerebbero grosse difficoltà di gestione dei percorsi formativi e che dovrebbero affrontare elevati e gravosi costi di missione uniti a un’anomala perdita di ore lavorate in quanto impiegate in trasferimenti tra luogo di lavoro e sede dei corsi.

Sono naturalmente da individuare gli specifici ambiti e gli argomenti per i quali consentire, come del resto già previsto per l’e-learning, l’utilizzo di questa modalità di formazione che comunque, rispetto a quest’ultima, è certamente più flessibile.

Conclusioni

Le modalità di erogazione di corsi di formazione tramite metodologie informatiche sono tipicamente il frutto del vantaggio tecnologico che l’Infomation Technology riesce a dare contribuendo ad una economia di scala delle risorse, sia umane che finanziarie, particolarmente sentita dalle aziende in questo periodo pandemico.

La scelta fatta dal legislatore nel favorire, in modo quasi esclusivo, questa forma di didattica a distanza risente evidentemente della necessità di garantire il distanziamento ed eliminazione del rischio di contagio tra i soggetti presenti in aula. Tuttavia, il favorevole risultato di tale modalità di apprendimento e la sua economicità rispetto alla formazione frontale, fa ipotizzare il suo uso anche quando – finalmente – riusciremo a sconfiggere il virus.

Pur non sottovalutando l’impegno organizzativo e tecnologico da garantire per una efficace riuscita dei corsi proposti secondo tali modalità, è evidente la utilità di ricorrervi quando la platea dei discenti diventa elevata per numero e distribuita su una ampia parte del territorio, sia nazionale che estero.

Pur rimanendo l’aula il luogo preferenziale per l’erogazione di corsi di formazione, non si può disconoscere l’esigenza ripetutamente rappresentata da più parti di utilizzare per alcuni e selezionati argomenti le nuove tecnologie e metodologie offerte dalla moderna Information Technology in considerazione dell’esigenza di abbattere i costi, pur coinvolgendo un elevato numero di discenti; addirittura può risultare più efficace, in quanto si vengono a superare alcune inibizioni che talvolta in aula “bloccano” la relazione tra i soggetti, specialmente se trattasi di aule composte da lavoratori.

Gli stessi forum, normalmente inseriti all’interno delle piattaforme tecnologiche a supporto delle metodologie di formazione a distanza, facilitano l’interscambio e l’integrazione di opinioni tra i partecipanti anche in quanto sono strumenti divenuti ormai friendly per gran parte dei lavoratori, che già nel privato utilizzano mezzi di comunicazione basati su tecnologia internet e mobile.

Per cogliere il meglio da questa esperienza è necessario creare modelli e schemi organizzativi innovativi ed evoluti, affinchè i vantaggi che si possono ottenere utilizzando le potenzialità dell’Information Technology e della rete non vengano vanificati da una mera e miope riproposizione delle vecchie e desuete metodologie d’aula.

Interpretare al meglio le potenzialità offerte dalle tecnologie nel campo dell’apprendimento può aiutare il nostro Paese e il sistema economico a superare un “digital divide” ancora troppo alto, consentendo all’Italia di allinearsi ai Paesi tecnologicamente più avanzati.

Per colmare tale divide sarà necessario accompagnare gli investimenti in tecnologia con quelli in formazione, finalizzati a superare in tutti, classe dirigente e grande pubblico, i pregiudizi verso tecniche e modelli di apprendimento che utilizzino, appunto, gli strumenti resi disponibili dall’Information Tecnology.

 

Note

[1] Lo SCORM definisce, nell’e-Learning, le specifiche relative al riutilizzo, tracciamento e catalogazione degli oggetti didattici (learning object), i “mattoni elementari” con i quali vengono strutturati i corsi. La piattaforma ha solo il compito di dialogare con l’oggetto, interpretando i messaggi che gli vengono passati. Ciò è possibile in quanto SCORM definisce al suo interno le caratteristiche che dovrebbero essere supportate dal Learning Management System (LMS). La compatibilità della piattaforma si rende necessaria solamente per “capire la lingua” dell’oggetto e, se necessario, potergli rispondere.

[2] Il Webinar, noto anche come Seminario Online, è un neologismo dato dalla fusione dei termini web e seminar, coniato per identificare sessioni educative o informative la cui partecipazione in forma remota è possibile tramite una connessione informatica. In lingua italiana è anche noto come seminario online.
Il Webinar è usato per condurre meeting, corsi di formazione o presentazioni, nei quali ciascun partecipante accede da un proprio PC ed è connesso con gli altri partecipanti tramite la rete internet. A differenza dei webcast, sono un sistema interattivo dove i partecipanti possono interagire tra loro e con il docente del seminario tramite gli strumenti quali chat (audio e video), lavagne elettroniche, ecc., resi disponibili dal sistema di web conference su cui si svolge.
I seminari online possono avere luogo installando nel PC di ciascuno dei partecipanti un software o collegandosi a un’applicazione web tramite un link distribuito via e-mail (meeting invitation). Il contenuto del Webinar può essere di diverso tipo, da una semplice presentazione di slides fino all’online-demo di un software. Per accedere al Webinar è ovviamente necessario disporre di un collegamento Internet, un programma di gestione di strumenti multimediali (tipo Windows Media Player) e un altoparlante/una cuffia.

 

Articolo a cura di Francesco Naviglio

Francesco Naviglio, nato a Roma nel 1948, è residente dal 1999 in provincia di Brescia.

Ha svolto la formazione formale frequentando il Liceo Scientifico Augusto Righi di Roma, la facoltà di Scienze Politiche alla LUISS e di Sociologia alla Sapienza di Roma oltre al Corso concorso di Formazione Dirigenziale presso la SSPA di Caserta.

E’ stato Direttore del Servizio Organizzazione e Formazione dell’Enasarco e in INAIL, Responsabile del Servizio Organizzazione e Controllo, Direttore provinciale dell’INAIL, Direttore Vicario del Centro Elettronico (2004-2006) e Direttore del Servizio Formazione.

Dal 2009 è Segretario Generale dell’Aifos e Formatore certificato della sicurezza sul lavoro oltre che Auditor certificato per gli schemi ISO 9001 e OHSAS 45001. Ricopre anche il ruolo di Presidente di Aifos Service, società di servizi di Aifos.

Per Aifos è membro della Commissione UNI/42 – Sicurezza sul lavoro e di diversi Gruppi di Lavoro.

E’ autore di numerosi articoli e pubblicazioni sui temi della sociologia dell’organizzazione, della formazione e della sicurezza sul lavoro.

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