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Infortuni sul lavoro… si può fare di più?

“Infortuni sul lavoro in calo”: titolo ad effetto ma, se si verificano i dati, ad evidenziarsi è un fenomeno complesso, dove l’andamento degli infortuni subisce variazioni a macchia di leopardo sul territorio nazionale.

Il confronto tra i primi mesi del 2019 e del 2020 non può considerarsi significativo, in quanto la sospensione di molte attività a livello nazionale – tra il 9 marzo e parte del mese di maggio di quest’anno – ha determinato un calo complessivo delle denunce d’infortunio; a parte l’inclusione, a partire dalla rilevazione dello scorso marzo, delle denunce di infortunio relative alle infezioni da Covid-19 avvenute in occasioni di lavoro, che sta avendo un impatto significativo nell’aumento dei casi riconosciuti finora registrati, i cui effetti complessivi si potranno però valutare solo al loro consolidamento.

Siamo lontani da una effettiva e sostanziale riduzione degli infortuni sul lavoro, la cui analisi deve essere più approfondita abbracciando anche il tipo di infortunio, la gravità della lesione, la presenza e l’entità dei postumi e di tutti gli indicatori che possano darci una visione più allargata del fenomeno.

1. È sufficiente quanto si fa?

Quanto detto impone agli addetti ai lavori la ricerca di un rinnovato approccio che preveda un passaggio da una cultura orientata al mero rispetto delle norme, al rilascio di dichiarazioni sulla necessità di una nuova cultura della prevenzione che, all’atto pratico, si traduce nell’assunzione di comportamenti formalmente “ineccepibili” ma sostanzialmente inefficaci.

Il “rito” si svolge in una sorta di “continuum” che, partendo dall’infortunio, passa attraverso il momento dello stupore, dell’indignazione, delle proposte, degli intenti, delle assicurazioni… fino al nuovo infortunio!

Le domande che ci si deve porre sono: “le esperienze passate servono a migliorare le procedure lavorative? L’innovazione tecnologica e la formazione guidano veramente gli operatori verso una reale prevenzione? Rimane traccia, e fin a che punto, di ciò che si fa per la prevenzione e la sicurezza sui posti di lavoro?”

Se – come presumibile – la risposta a queste domande è un sostanziale “no”, si deve cercare una altra via per realizzare una reale prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro che preveda l’adozione di una prassi costante, condivisa sia dal datore di lavoro che dal lavoratore, orientata alla realizzazione di un “Sistema di Gestione della Sicurezza” progettato e attuato per la realizzazione dinamica della prevenzione infortunistica e della tutela della salute dei lavoratori.

Tale sistema, per essere realmente efficace, deve essere:

  • progettato;
  • condiviso;
  • praticato;
  • verificato;
  • continuamente migliorabile,

da tutti gli attori dei processi produttivi (datori di lavoro, lavoratori, forze sociali e datoriali) che devono, ciascuno per la loro parte, dimostrare:

  • volontà realizzativa;
  • consapevolezza della necessità;
  • assunzione di responsabilità;
  • disponibilità all’investimento, sia economico che culturale.

Investire in sicurezza nel medio periodo conviene economicamente, mentre nell’immediato è un atto di civiltà da parte di tutti gli attori delle problematiche sociali.

2. La norma UNI ISO 45001:2018

La sostituzione dello standard BS OHSAS 18001 con la norma ISO 45001 è avvenuta a marzo 2018.

La OHSAS 18001 (Occupational Health and Safety Management Systems) fu emessa in ambito British Standard Institute da un gruppo di Enti di certificazione e di normazione appartenenti a vari Paesi nel 1999; l’obiettivo era quello di supplire alla mancanza di una Norma ISO.

A livello generale, lo scopo del SGSS è rimasto invariato. La nuova norma ha lo scopo di implementare un sistema che possa:

  • aiutare le organizzazioni a prevenire / ridurre il rischio di infortuni e malattie professionali dei lavoratori;
  • fornire un quadro per il miglioramento continuo delle prestazioni in termini di salute e sicurezza sul lavoro;
  • integrare il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro nei processi dell’organizzazione.

L’approccio applicato alla norma ISO 45001 si basa sul ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act).

Il principale cambiamento è nella struttura della Norma. La ISO 45001 utilizza la struttura di alto livello (HLS), comune a tutti i nuovi standard ISO sui sistemi di gestione, allo scopo di favorire finalmente l’integrazione tra gli stessi evitando di ricorrere a strumenti terzi.

3. Perché certificarsi e quali sono i vantaggi

L’esperienza delle imprese nel campo della sicurezza nei diversi Paesi, le analisi fatte dagli organismi e dagli Enti internazionali sugli incidenti più gravi che si verificano quasi quotidianamente sul posto di lavoro, mettono in risalto l’importanza che ha la gestione organizzativa di un Sistema di Sicurezza della salute sul lavoro.

Il Sistema di Gestione della Sicurezza dei Lavoratori (SGSL), proposto dalla norma in questione, è un sistema dinamico che riesce a coinvolgere tutto il personale aziendale e non solo.

I risultati ottenuti dalle aziende che la stanno applicando sono più che soddisfacenti:

  • hanno potuto riscontrare minori incidenti, con ovviamente minor perdite di tempo e di costi relativi;
  • hanno evidenziato più efficienza e più competitività;
  • hanno un ovvio miglioramento delle relazioni interne ed esterne.

Evidentemente le aziende non operano in modo isolato ma ci sono altre parti che possono avere interesse affinché l’azienda lavori in “Sicurezza”, come:

  • gli addetti e le loro rappresentanze;
  • l’opinione pubblica locale e la comunità in genere;
  • i clienti/fornitori;
  • i contractors;
  • gli istituti assicurativi;
  • le istituzioni finanziarie;
  • gli eventuali azionisti.

Si può dire che un SGSL conforme alla UNI ISO 45001 dà valore aggiunto all’impresa che lo sostiene, poiché rende più efficiente la gestione, ne migliora l’immagine e accresce la credibilità.

In sintesi i motivi per cui un’azienda si dovrebbe certificare UNI ISO 45001 e i vantaggi che ne otterrebbe derivano:

  • da un maggiore e più sicuro controllo del rispetto della legge (D.Lgs. 81/2008);
  • dalla maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse e un conseguente incremento delle plusvalenze economiche;
  • dalla riduzione dei rischi nei luoghi di lavoro;
  • dall’aumentata efficienza nella gestione e nel controllo operativo di tutti gli aspetti connessi alla prevenzione e alla salute dei lavoratori;
  • da un’estensione del controllo della sicurezza sul lavoro a tutta l’organizzazione comprese le attività esterne (siti produttivi distaccati, cantieri etc.);
  • da una maggiore credibilità e conseguente aumento di quote di mercato;
  • da un miglior rapporto con gli investitori, le assicurazioni e le finanziarie;
  • da un miglioramento delle relazioni interne ed esterne all’azienda medesima.

Volendo sintetizzare al massimo, li ridurrei a tre: in realtà sono molti di più e sono quelli tipici e caratteristici dei sistemi di gestione “ben sviluppati e attuati concretamente”.
Le vere grandi novità, in termini di vantaggi, sono pertanto:

  1. Integrazione: finalmente la norma è strutturata per sviluppare un vero sistema di gestione integrato tra i processi dell’azienda; questo vuol dire snellezza, velocità, integrazione di obiettivi, logiche e flussi decisionali e di monitoraggio. Finalmente efficacia ed efficienza fuse insieme.
  2. Strategia: l’analisi del contesto di un’azienda è unica (integrata con la 9001 e la 14001) e riporta tutti gli scenari nei quali l’organizzazione opera. Se fatta bene rappresenta uno strumento strategico di governance che permette di ottenere il terzo elemento caratteristico dei sistemi di gestione: la sostenibilità.
  3. Orientamento al risk management: la norma è ora allineata alla struttura della ISO 31000 per la gestione del rischio a 360°

4. Come incentivare l’adozione della norma UNI ISO 45001

Si pone, tuttavia, il problema di incentivare sempre più l’adozione della UNI ISO 45001 e rendere evidente l’utilità di progettare ed impiantare un “Sistema di Gestione della Sicurezza del Lavoro” pervenendo alla certificazione dell’azienda.

Oltre alle leve comunicative, è necessario prevedere ulteriori strumenti legislativi e finanziari tali da far apparire con immediatezza la reale convenienza ad avviare una seria e fattiva politica della salute e sicurezza sui posti di lavoro.

Tali strumenti finanziari e legislativi potranno essere integrati tra di loro in modo da prevedere – per le aziende che adottino e certifichino il SGS conforme alla UNI ISO 45001 – una batteria di agevolazioni finanziarie legate a sgravi fiscali e contributivi.

L’INAIL già prevede nel nuovo OT23-2021, tra l’altro, una riduzione dei tassi previsti dalle tariffe applicate per quelle aziende che dimostrino fattivamente l’avvio del processo d’introduzione di un SGSL conforme alla normativa UNI ISO 45001.

Fondamentale si dovrà sempre più porre in risalto come l’adozione di un Sistema di Gestione della Sicurezza in applicazione della norma UNI ISO 45001 sia una decisione che l’azienda e i suoi Top Manager dovranno assumere in piena autonomia e che la sua adozione dovrà essere un atto completamente “volontario”.

Questa la novità dell’impostazione da anni proposta dal legislatore e dalle normative ISO!

Affiancare a una normativa obbligatoria, come il Decreto Legislativo 81/2008, l’adozione di un sistema di gestione della sicurezza derivante da una norma “volontaria”, come la UNI ISO 45001 (peraltro soggetta a verifica di terza parte) rappresenta la reale volontà dell’azienda di attuare efficaci politiche di prevenzione degli infortuni e di tutela della salute dei lavoratori.

Tale scelta dovrà essere certamente premiata in vari modi dalle parti sociali e dal legislatore.

Nell’ambito delle diverse iniziative si potranno prevedere anche forme di ulteriore pubblicizzazione e incentivazione delle scelte fatte dalle aziende che intendono intraprendere la strada della sicurezza e salute sul posto di lavoro.

Un modello potrebbe essere quello adottato nell’ambito della EFQM (European Foundation Quality Management) che da alcuni anni indice, a livello europeo e nazionale, un “Premio Qualità” per conferire un riconoscimento a quelle aziende che si impegnano nel campo della Qualità Totale in tema di prodotti e servizi. A tale iniziativa partecipano molte tra le maggiori imprese italiane che hanno ricevuto premi sia in Italia che all’estero.

Analogamente, le aziende che intraprendono la strada della certificazione in base alla norma UNI ISO 45001 potranno concorre per un premio che venga istituito per riconoscere pubblicamente l’impegno dimostrato nel creare e mantenere un Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute del posto di lavoro da cui siano scaturiti una diminuzione dei rischi infortunistici e un miglioramento della salute sul posto di lavoro.

Per le imprese, il conseguimento di questi risultati in tema di prevenzione significherà un miglioramento delle relazioni interne e il conseguimento di benefici diretti in termini d’immagine, con la possibile conseguente acquisizione di nuove quote di mercato.

Questa è una delle strade da percorrere per fare di più in tema di salute e benessere delle persone al lavoro!

 

Articolo a cura di Francesco Naviglio

Francesco Naviglio, nato a Roma nel 1948, è residente dal 1999 in provincia di Brescia.

Ha svolto la formazione formale frequentando il Liceo Scientifico Augusto Righi di Roma, la facoltà di Scienze Politiche alla LUISS e di Sociologia alla Sapienza di Roma oltre al Corso concorso di Formazione Dirigenziale presso la SSPA di Caserta.

E’ stato Direttore del Servizio Organizzazione e Formazione dell’Enasarco e in INAIL, Responsabile del Servizio Organizzazione e Controllo, Direttore provinciale dell’INAIL, Direttore Vicario del Centro Elettronico (2004-2006) e Direttore del Servizio Formazione.

Dal 2009 è Segretario Generale dell’Aifos e Formatore certificato della sicurezza sul lavoro oltre che Auditor certificato per gli schemi ISO 9001 e OHSAS 45001. Ricopre anche il ruolo di Presidente di Aifos Service, società di servizi di Aifos.

Per Aifos è membro della Commissione UNI/42 – Sicurezza sul lavoro e di diversi Gruppi di Lavoro.

E’ autore di numerosi articoli e pubblicazioni sui temi della sociologia dell’organizzazione, della formazione e della sicurezza sul lavoro.

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