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Gli incidenti domestici in una fascia di età sottovalutata: 0-2 anni

Il 26 novembre 2019 sono stati presentati i dati raccolti dal Sistema di Sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia, promossi dal Programma GenitoriPiù, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (Gruppo di lavoro SINIACA-IBD (Gruppo di lavoro SINIACA-IBD)[1].

Tra dicembre 2018 e aprile 2019 è stata condotta un’indagine di tipo campionario in 11 Regioni, a cui hanno partecipato 29.492 madri di bambini fino a 2 anni di vita, che si erano recate presso i centri vaccinali (CV). L’indagine aveva lo scopo di raccogliere informazioni su alcuni determinanti di salute del bambino da prima del concepimento a 2 anni di vita per produrre indicatori, in parte richiesti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e/o dai Piani Nazionali e Regionali di Prevenzione, che consentissero confronti territoriali e intertemporali[2].

Ogni madre, con il supporto degli operatori dei CV, ha riempito un questionario anonimo. Con questa iniziativa sono stati monitorizzati importanti aspetti del percorso nascita e della salute dei bambini tra 0 e 2 anni, fra cui gli incidenti domestici.

Secondo la definizione dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) l’incidente domestico[3] è “un evento dannoso che presenta le seguenti caratteristiche: comporta la compromissione temporanea o definitiva delle condizioni di salute di una persona, a causa di lesioni di vario tipo; è accidentale, si verifica cioè indipendentemente dalla volontà umana; si verifica in un’abitazione, intesa come l’insieme dell’appartamento e di eventuali estensioni esterne (balconi, giardino, garage, cantina, scala, etc.)”

Solitamente i dati sulla incidenza degli incidenti domestici sono calcolati sulla base degli accessi ad un Pronto Soccorso, seguiti o meno da ricovero, oltre che sui decessi.

Nel 2011 in Italia il tasso medio di accesso a un PS ospedaliero per infortunio domestico è stato pari a 3.075 pazienti per 100.000 abitanti, con l’incidenza maggiore nei bambini sotto ai 5 anni d’età: 8.137 casi ogni 100.000/anno[4].

Dall’analisi delle risposte dei componenti di 25.000 famiglie intervistate dall’Istat nel 2013 per l’indagine Multiscopo, era risultato che negli ultimi 3 mesi avevano subìto un incidente domestico 11,3 persone su 1.000: in particolare, 15 donne/1.000 contro 7 uomini, 27 ultrasettantaquattrenni, 9 bambini fino a 5 anni.

I dati raccolti dal Gruppo di lavoro SINIACA-IDB confermano che la prevalenza degli incidenti domestici nei primi anni di vita è molto più rilevante: si è rivolto ad un medico (pediatra o altro) e/o al Pronto Soccorso (PS) per un incidente domestico occorso al proprio figlio (cadute, ferite, ustioni, ingestione di sostanza nocive, ecc.), il 6,3% delle madri con figli di età inferiore a 6 mesi, il 12,6% delle madri con figli fra 6 e 12 mesi, ed il 19,8% con figli di età superiore ad 1 anno[5],[6] (Fig. 1).

In pratica, è stato necessario ricorrere ad un supporto medico, per un incidente domestico, per 1 minore su 16 di età inferiore a 6 mesi, per 1 su 8 di età fra 6 e 12 mesi, e 1 su 5 fra 13 e 24 mesi. Esiste quindi un rischio significativo anche in epoche in cui un bambino non è ancora autonomo nei suoi movimenti, ma dipende esclusivamente da coloro che lo assistono.

Fig. 1 Madri che si sono rivolte a personale sanitario per incidente domestico del figlio (%)

Nel Rapporto Istisan 10/3 del 2010[7], si era sottolineato che “il fenomeno degli incidenti domestici e la presenza in casa di rischi e pericoli contrasta con l’idea che comunemente si ha di essa, ritenuta per lo più un luogo sicuro; è proprio da tale idea.. che scaturiscono le difficoltà a percepirne adeguatamente i rischi in essa presenti. Il numero consistente di incidenti domestici … nella fascia d’età compresa tra i 0 ed i 4 anni, è un valido indicatore della sottostima del rischio presente nelle abitazioni, soprattutto da parte degli adulti”.

Il Piano Nazionale Prevenzione 2014-2018[8] ha riconosciuto fra i fattori determinanti degli incidenti domestici un ambiente inadeguato, non solo per condizioni di scarsa sicurezza degli ambienti domestici, ma anche per la bassa percezione del rischio da parte degli adulti. Le azioni da intraprendere per la prevenzione degli incidenti comprendono : il miglioramento della sicurezza delle abitazioni; il miglioramento della conoscenza del fenomeno e delle azioni di prevenzione di operatori sanitari, MMG e PLS; la formazione e informazione della popolazione maggiormente a rischio di incidente domestico, dei genitori e dei caregivers.

Nel 2015 Il Ministero della Salute ha realizzato l’opuscolo “Bambini sicuri in casa”, piccola guida sulla sicurezza domestica del bambino, in cui, oltre a sottolineare il ruolo strategico dei genitori nell’impostare la consapevolezza dei rischi e la conoscenza della potenziale pericolosità di stili di vita e di comportamento, si ricorda che altre figure, come i nonni, le baby-sitter, le assistenti dell’asilo o della scuola, i fratelli più grandi, sono temporaneamente interessate a questo aspetto che facilmente è trascurato o sottovalutato[9].

“È sufficiente non trattare il bambino come un giocattolo inanimato: è capace di azioni che solo il giorno prima non era in grado di fare e che noi mai pensavamo potesse fare il giorno dopo”.

Nel 2017 è stata pubblicata la Linea Guida “La prevenzione degli incidenti domestici in età infantile”, redatta da parte di un gruppo di esperti e promossa e finanziata dal Ministero della Salute, che sintetizza l’interazione dei fattori che influenzano il verificarsi degli incidenti domestici, per guidare la ricerca delle prove di efficacia degli interventi di prevenzione[10].

Tra le pareti di casa ci si sente al sicuro, con una conseguente naturale diminuzione della soglia di attenzione che è, invece, massima nei momenti in cui ci si trova all’esterno. Se in ambiente di  lavoro, ad esempio, la nostra incolumità è in un certo senso demandata ad altri, tra le mura domestiche la sicurezza dipende in buona parte dalla nostra “consapevolezza del rischio”[11].

Nella popolazione adulta italiana censita dal sistema Passi nel periodo 2015-2018, la consapevolezza del rischio di infortunio domestico è scarsa: solo 6 intervistati su 100 considerano alta o molto alta la possibilità di avere un infortunio in casa, facendo riferimento a loro stessi o ai propri familiari[12].

Le condizioni di scarsa sicurezza degli ambienti domestici e la scarsa percezione del rischio da parte degli adulti rappresentano un importante fattore di rischio per i bambini.

Gli eventi che si verificano prima dei due anni di età sono dovuti principalmente a una scarsa attenzione dei genitori o dei caregivers (ad es. cadute dal fasciatoio, ustioni o schiacciamento tra i battenti di porte causate da adulti), mentre successivamente prevale l’effetto dell’aumento dell’autonomia e della “motricità” dei bambini, che si traduce in un aumento delle lesioni da urti, strattonamenti, etc.[13].

Di grande interesse è il capitolo delle Linee Guida dedicato alle “Possibili azioni preventive nei primi anni di vita”[14]. “Quando arriva un bambino, i genitori devono essere capaci di proiettarsi in un futuro prossimo e meno prossimo, prevedendo le nuove abilità che il bambino acquisisce continuamente, il piacere della scoperta che lo caratterizza, la scarsa percezione del rischio che lo contraddistingue”. “Nei diversi momenti della crescita la presenza di un adulto attento e consapevole è un elemento indispensabile alla prevenzione degli incidenti, ma se nei primi mesi di vita, quando il bambino non è capace di movimenti autonomi, basta l’attenzione, in seguito bisognerà mettere in sicurezza la casa perché sarà molto difficile bloccare tutte le acrobazie di cui sarà capace”.

Le tipologie di incidenti sono limitate (cadute, ustioni, ferite, soffocamento, avvelenamento, annegamento) mentre le modalità sono illimitate: non vi sono quindi soluzioni preconfezionate, ma è necessario aiutare i genitori e poi i bambini, a sviluppare la loro attenzione (Tab. 1).

Tab. 1: Tappe evolutive più significative da 0 a 2 anni in relazione alle abilità e alla tipologia di rischio correlata (Da Russo Krauss P., et al. 2017, mod.)

0-1

anno

La più frequente causa di infortunio è rappresentata dalle cadute (dal fasciatoio, dal seggiolone, dal letto etc.). Il bambino cade quasi sempre perché non adeguatamente sorvegliato.
Il soffocamento rappresenta un’altra frequente modalità di accadimento degli infortuni (metà dei casi mortali di soffocamento in età pediatrica avvengono prima dell’anno di età) ed è favorito dall’abitudine del bambino di mettere in bocca tutto quello che trova, a fronte della scarsa attenzione di chi lo accudisce nell’evitare di lasciare alla sua portata piccoli oggetti o alimenti.
Non infrequente è anche l’ustione, per la temperatura troppo alta dell’acqua utilizzata per l’igiene del bambino o per il biberon troppo caldo perché riscaldato nel microonde (per cui il contenitore è meno caldo del liquido contenuto).
0-3

mesi

Il bambino non presenta ancora sufficiente autonomia per spostarsi dal piano dove viene appoggiato. In questa fascia di età gli incidenti sono conseguenti a disattenzioni dei familiari come, ad esempio, l’errato posizionamento sul piano di appoggio (fasciatoio, letto, marsupio, etc.), l’incongrua somministrazione di alimenti o farmaci, una inadeguata attività di sorveglianza.
3-4

mesi

Il bambino è capace di rotolarsi da prono a supino e viceversa, migliora l’attenzione visiva e uditiva e l’esplorazione attiva dell’ambiente. In questa fascia di età si aggiungono i rischi connessi alla maggiore mobilità (rotolamento sui piani di appoggio).
4-6

mesi

Il bambino sta seduto autonomamente e afferra gli oggetti. Il suo ruolo attivo è maggiore e con esso aumenta il rischio derivante dalla manipolazione di oggetti raggiungibili non idonei alla sua età.
6-12

mesi

Il bambino riesce a passare autonomamente da una posizione all’altra, elabora strategie motorie per spostarsi, come strisciamento, rotolamento, gattonamento e infine anche i primi passi; inizia una vera e propria fase di esplorazione del mondo circostante. Entra in un’età di rischio molto elevato.
1-2

anni

L’attitudine del bambino a mettere in bocca tutto quello che trova e la poca accortezza degli adulti a tenere fuori dalla sua portata medicine, detersivi, piante tossiche, piccoli oggetti o alimenti, comportano un elevato numero di incidenti da ingestione di corpi estranei o sostanze tossiche.

Altri infortuni frequenti a questa età sono rappresentati da ustioni, traumi, annegamenti e folgorazioni.

Le ustioni avvengono soprattutto per caduta di liquidi o cibi bollenti dal fornello o per la presenza di caminetti o stufe (spesso favoriti da abiti facilmente infiammabili per la presenza di fibre sintetiche). I traumi sono dovuti principalmente alla presenza di spigoli o alla caduta da scale, dalla manipolazione di oggetti appuntiti o taglienti o, ancora, per la non infrequente disattenzione degli adulti nel chiudere porte, cancelli, finestre o portiere dell’automobile. Si ricordano inoltre gli annegamenti per la presenza di piscine, piscinette o semplici catini; le folgorazioni per impianti non a norma o per la presenza di apparecchiature elettriche, spesso vicino all’acqua, alla portata dei bambini.

2-5 anni Il bambino diventa autonomo nella deambulazione e nella manualità e aumenta il desiderio di esplorazione. Oltre alle modalità di accadimento descritte per la precedente fascia d’età, dai 2 ai 5 anni, i rischi sono connessi al soffocamento, la precipitazione e lo schiacciamento. Portare oggetti o sostanze alla bocca fa parte delle acquisizioni fisiologiche di questo periodo. In questa fascia di età si registra un aumentato rischio di intossicazioni e/o avvelenamenti.

La precipitazione avviene soprattutto a seguito di arrampicamento su ringhiere o parapetti, spesso facilitato dalla scarsa attenzione degli adulti, che lasciano sedie, sgabelli o altri oggetti idonei ad arrampicarsi accanto a balconi, terrazze o finestre. Sempre a causa della curiosità e della tendenza ad arrampicarsi, si verificano gli infortuni da schiacciamento, con i bambini che si “tirano addosso” arredi o elettrodomestici.

Da 0 a 4 anni, il 44% degli incidenti si verifica nel soggiorno/camera da letto, il 17% in cucina, e nel 52,5% dei casi avviene per una caduta[15]. Negli U.S.A. tra il 2010 e il 2013, gli infortuni da caduta associati ad arredi / infissi domestici sono stati i più frequenti tra i bambini di età inferiore a 1 anno, da 1 a 2 anni e da 3 a 4 anni, e nel gruppo di prodotti per l’arredamento della casa, i letti sono stati i principali responsabili delle cadute [16].

Tab.2 Principali prodotti che hanno contribuito a danni da caduta non fatali e non intenzionali in bambini per gruppi di età (USA, 2010 – 2013)

Rank Età
<1 anno 1-2 anni 3-4 anni
1 Letto (26.9%) Letto (10.6%) Letto (10.8%)
2 Pavimento (14.0%) Scale (9.7%) Scale (7.2%)
3 Divano (7.9%) Pavimento (8.8%) Pavimento (6.5%)
4 Sedia (7.0%) Tavolo (6.8%) Tavolo (5.7%)
5 Seggiolino auto (4.4%) Sedia (6.5%) Sedia,(4.9%)

Quali misure adottare per prevenire questi incidenti?

La cultura della sicurezza passa attraverso una serie di accorgimenti (uso corretto del fasciatoio, attenzione alla temperatura dell’acqua del bagnetto, ecc.) di cui i genitori – e più in generale tutti gli adulti che si occupano del bambino – devono essere informati, così come è necessario che venga raccomandato loro di riorganizzare al meglio l’ambiente domestico seguendo le tappe di sviluppo del bambino.

I movimenti dei neonati e dei bambini piccoli (contorcersi, rotolare, agitarsi, arrampicarsi, ecc.) possono provocare cadute da letti, fasciatoi, piani di lavoro, tavoli e seggioloni. Cadere è inevitabile quando i bambini imparano a camminare e correre. Cadute da altezze relativamente basse possono provocare lesioni gravi, tra cui lesioni alla testa e fratture degli arti: la sfida è ridurre al minimo le gravi lesioni da cadute. Alcuni bambini saranno in grado di arrampicarsi quando saranno in grado di gattonare: non è necessario essere in grado di camminare per potersi arrampicare[17],[18].

L’obiettivo deve essere la prevenzione delle cadute dall’alto, come le scale, le finestre, i mobili, i piani di lavoro della cucina e i seggioloni. Molti incidenti potrebbero essere evitati mediante comportamenti adeguati da parte dei genitori: un primo passo è costituito dalla conoscenza dei rischi. I bambini in età prescolare trascorrono gran parte del loro tempo a casa, ed è lì che hanno la maggior parte dei loro incidenti. Non possiamo mai rendere la casa completamente sicura ma possiamo cercare di garantire che vengano identificati i pericoli più gravi e che i rischi ad essi associati siano ridotti.

È dimostrata l’efficacia d’interventi di educazione sanitaria volti a migliorare la consapevolezza del rischio nelle famiglie con bambini : sono tanto più efficaci quanto più il messaggio è personale[19].

I medici – e principalmente i pediatri -hanno un ruolo di primo piano nell’illustrare ai genitori le misure da adottare per prevenire questi incidenti, e raccomandare una maggiore vigilanza sugli aspetti della sicurezza domestica[20],[21] che, come l’esperienza dimostra, in molte case sono sottovalutati, o addirittura ignorati.

 

Note

[1] Sistema Informativo Nazionale sugli Incidenti in Ambienti di Civile Abitazione (SINIACA), integrato nella rete dell’Injury Database europeo (IDB), supportato da apposito progetto pilota SINIACAIDB del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero della Salute, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

[2] Pizzi E., Spinelli A., Battilomo S. et al. I determinanti di salute nella prima infanzia: la sperimentazione di un nuovo sistema di sorveglianza in Italia Epidemiol Prev 2019; 43 (1): 66-70 DOI: https://doi.org/10.19191/EP19.1.P66.022

[3] ISTAT Statistiche Report anno 2014   https://www.istat.it/it/files//2016/04/Incidenti-domestici_anno-2014.pdf

[4] Pitidis A., Fondi G., Giustini M., Longo E. , Balducci G. e Gruppo di lavoro SINIACA-IDB – IL SISTEMA SINIACA-IDB per la sorveglianza degli incidenti http://www.iss.it/binary/casa/cont/SINIACA_2014_Notiziario.pdf

[5] Pizzi E., Buoncristiano M., Salvatore M.A. Sorveglianza Bambini 0-2 anni: i risultati sui determinanti di salute nella prima infanzia Roma 26/11/2019 https://www.epicentro.iss.it/sorveglianza02anni/pdf/novembre2019/PIZZI_BUONCRISTIANO_SALVATORE_Sorveglianza_Bambini_0_2_anni%20i_risultati_sui_determinnati_di%20salute_nella_prima_infanzia.pdf

[6] Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia Sintesi dei risultati https://www.epicentro.iss.it/sorveglianza02anni/pdf/novembre2019/Sintesi_Risultati_Convegno_Sorveglianza_Bambini_0-2_anni.pdf

[7] Istituto Superiore di Sanità – La promozione della salute nelle scuole. Prevenzione degli incidenti stradali e domestici – Rapporto Istisan 10/3, 2010 pag. 75-98 – http://old.iss.it/binary/publ/cont/103web.pdf

[8] Ministero della Salute – Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2285_allegato.pdf

[9] Ministero della Salute “Bambini sicuri in casa – Piccola Guida per i genitori” 2015 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_236_allegato.pdf

[10] NIEBP (Network Italiano per la Evidence Based Prevention) “la prevenzione degli incidenti domestici in età infantile” – Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute 2017 https://snlg.iss.it/wp-content/uploads/2018/11/LG_prev-incidenti-domest.pdf

[11] Pesacane G. La Governance della sicurezza domestica – Safety & Security, 2 aprile 2019 https://www.safetysecuritymagazine.com/articoli/la-governance-della-sicurezza-domestica/

[12] La Sorveglianza Passi – Sicurezza domestica – 2015-2018 https://www.epicentro.iss.it/passi/dati/SicurezzaDomestica?tab-container-1=tab1

[13] Massari S., Patussi V., Harchi S. “Epidemiologia degli incidenti domestici” in “La prevenzione degli incidenti domestici in età infantile”, pag, 21-25, 2017 – https://snlg.iss.it/wp-content/uploads/2018/11/LG_prev-incidenti-domest.pdf

[14] Russo Krauss P., Previtali F., Modolo G. , D’Ambrosio R. “Possibili azioni preventive nei primi anni di vita” in “La prevenzione degli incidenti domestici in età infantile”, All. 2, pag, 72-77, 2017 –  https://snlg.iss.it/wp-content/uploads/2018/11/LG_prev-incidenti-domest.pdf

[15] Pitidis A., Presentazione: Il Progetto CCM SINIACA – IDB: la sorveglianza nazionale degli incidenti nel quadro della sorveglianza europea dell’Injury Data Base –  Genova 16-17 maggio 2014 http://old.iss.it/binary/casa/cont/SINIACA_Pitidis4_PDF.pdf

[16] Ali B., Lawrence B. et al., Consumer Products Contributing to Fall Injuries in Children Aged <1 to 19 Years Treated in US Emergency Departments, 2010 to 2013: An Observational Study. Glob Pediatr Health. 2019 Jan 9;6:2333794X18821941. doi: 10.1177/2333794X18821941. eCollection 2019

[17] Hayes M., Kendrich D., Deave T., Injury Prevention Briefing Preventing unintentional injuries to the under fives: a guide for practitioners Keeping Children Safe at Home project, June 2014 https://www.nottingham.ac.uk/research/groups/injuryresearch/documents/ipb2-final.pdf

[18] Kendrick D, Ablewhite J, Achana F, et al. Keeping Children Safe: a multicentre programme of research to increase the evidence base for preventing unintentional injuries in the home in the under-fives. Southampton (UK): NIHR Journals Library; 2017 Jul. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28771290

[19] Kendrick D, Young B, Mason-Jones AJ, et al. Home safety education and provision of safety equipment for injury prevention. Cochrane Database of Systematic Reviews 2012, Issue 9. Art. N. CD005014 doi: 10.1002/14651858.CD005014.pub3.

[20] “Interventi educativi con o senza fornitura di dispositivi di sicurezza”, in “La prevenzione degli incidenti domestici in età infantile, pag, 48, 2017 –https://snlg.iss.it/wp-content/uploads/2018/11/LG_prev-incidenti-domest.pdf

[21] Santagati G, Vezzosi L, Angelillo IF. Unintentional Injuries in Children Up to Six Years of Age and Related Parental Knowledge, Attitudes, and Behaviors in Italy. J Pediatr. 2016 Oct;177:267-272.e2. doi: 10.1016/j.jpeds.2016.06.083

 

Articolo a cura di Luciano Pinto, Gabriella Pesacane e Bruno Zamparelli

Luciano pinto, nato il 18 gennaio del 1939, è stato Professore Associato di Pediatria della 2° Università di Napoli (l'attuale Università Luigi Vanvitelli) fino al 1993, e poi, fino al 2006 Primario di Pediatria e Direttore del Dipartimento di Pediatria e Riabilitazione dell'AORN Santobono-Pausilipon di Napoli.

Ha collaborato per conto della SIMEUP (Società Italiana Emergenza Urgenza Pediatrica) alla stesura delle nuove Linee Guida Nazionali per il Triage intraospedaliero e l'Osservazione Breve Intensiva.

E stato Presidente per la Campania della Società Italiana di Neonatologia(SIN), della Società Italian di Pediatria Ospedaliera (SIPO), della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) e della SIMEUP. E' attualmente componente del del Consiglio Direttivo dell'ANSID. Attuali campi di interesse: vaccini e vaccinazioni, organizzazione del Pronto Soccorso Pediatrico, incidenti domestici in età pediatrica.

Gabriella Pesacane, architetto, presidente ANSiD Associazione Nazionale Sicurezza Domestica, segretario nazionale A.N.T.e.S. Associazione Nazionale Tecnici della Sicurezza, Consigliere del Collegio dei Revisori dei Conti per la S.I.Ri.C. Società Italiana Rischio Clinico, Membro Associato del CIRPS Centro Interuniversitario di Ricerca per lo  Sviluppo sostenibile – Sezione Salute e Sviluppo.

Medico, igienista, è stato direttore sanitario di numerosi ospedali e policlinici universitari. È presidente della Società Italiana Rischio Clinico, vicepresidente della Società Italiana di Health Horizon Scanning, presidente dell’ANMDO Campania, Associazione Nazionale Medici di Direzione Ospedaliera.  È autore di 210 relazioni a convegni nazionali ed internazionali, di 65 pubblicazioni scientifiche e di vari libri e parti di libro. Membro del Comitato scientifico di numerose riviste scientifiche, componente di numerose commissioni tecniche nazionali e regionali. Docente in Corsi di laurea universitari, Scuole universitarie di specializzazione, Master universitari.

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