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L’OSInt quale importante strumento di intelligence nel settore pubblico e privato

In un mondo globalizzato, caratterizzato dalla digitalizzazione e dalla volatilità dei dati, in cui i confini fisici assumono un significato molto meno solido rispetto al passato, l’informazione pare acquisire un’importanza molto spesso sottovalutata anche da chi dovrebbe considerarla come il principale alleato nelle proprie attività professionali. Oggi, infatti, l’informazione è diventata un vero e proprio asset strategico, sia per le attività svolte nel settore pubblico, che per quelle relative al settore privato.

Gestire le informazioni non è facile e le difficoltà emergono già nella prima fase del processo di intelligence, ossia quella della raccolta informativa.

Come ormai noto, l’intelligence si avvale di diverse discipline per raccogliere informazioni: HumInt (Human Intelligence), TechInt (Technical Intelligence), ImInt (Imagery Intelligence), SigInt (Signal Intelligence), etc.

Tra queste l’OSInt (Open Source Intelligence) ha assunto, progressivamente nel tempo e parallelamente allo sviluppo di internet, un’importanza sempre maggiore, posta anche la presa di coscienza circa le potenzialità di questo strumento, in virtù del concreto ritorno in termini di risultati sotto vari aspetti.

L’OSInt rappresenta dunque una disciplina di raccolta intelligence che si avvale di varie fonti.

Queste sono rappresentate da:

  • Internet di superficie: siti web di aziende pubbliche e private, siti governativi, motori di ricerca, blog, social media, social network, forum, databases;
  • Quotidiani, trasmissioni televisive, riviste, libri;
  • Deep web, dark web;
  • Letteratura specializzata: pubblicazioni su canali specializzati legalmente accessibili e fruibili;
  • Immagini satellitari fornite da servizi commerciali;
  • Open source media;
  • Diplomatic and foreign liason reporting;
  • Pubblicazioni governative e discorsi pubblici;

Con l’avvento di internet la consultazione di determinate fonti è divenuta più semplice e alla portata di tutti. Attraverso l’analisi di siti web, pubblici e privati, è possibile infatti entrare in possesso di determinate informazioni che, se correttamente analizzate e processate, possono restituire un risultato importante in termini di ritorno informativo, spesso maggiore di quello proveniente dalle altre metodologie di raccolta. Si stima infatti che circa l’80% delle informazioni utili spendibili nel processo di intelligence provenga da fonti aperte. Il restante 20% proviene dagli altri metodi di raccolta informativa più sopra indicati.

Naturalmente l’acquisizione di informazioni attraverso le open sources porta con sé una serie di conseguenze, tra le quali quella di dover valutare correttamente la fonte. In un epoca come quella attuale, caratterizzata dal possesso omnium di dispositivi video/fotografici, chiunque può fare informazione. Si pensi ad esempio al sito liveuamap.com attraverso il quale è possibile monitorare eventi, praticamente in tempo reale, attraverso i post di persone che si trovano sul posto.

Ciò comporta la necessità di applicare un corretto metodo di valutazione della fonte almeno negli aspetti della autorevolezza e della qualità.

Secondo un recente rapporto dell’Homeland Security Research Corp., denominato OSINT Market & Technologies 2017-2022, molte organizzazioni che si occupano di sicurezza nazionale e difesa stanno investendo in capacità e sistemi OSInt al fine di aumentare le loro capacità e di ricerca e monitoraggio non solo nel surface web ma anche nel deep web e nel dark web. Il rapporto sostiene inoltre che nel 2022 l’Asia-Pacifico deterrà il 32% del mercato globale dell’intelligence open source.

Tali stime, per forza di cose soggette a possibili mutamenti, sono comunque supportate da dati oggettivi. Ad oggi, infatti, i progressi realizzati in diversi settori tecnologici come la gestione e l’analisi dei big data, l’internet of things, l’artificial intelligence, text and data mining, etc., stanno consentendo di ordinare tutta una serie di dati, disseminati su vari livelli informativi, i quali potranno essere utilizzati dagli analisti mediante tecniche e applicazioni OSInt.

Oltre a ciò, anche la rapida permeazione dello spazio digitale da parte dei social media e dei social network ha permesso l’implementazione della ricerca su fonti aperte da parte degli analisti. I contenuti caricati sulle diverse piattaforme social, infatti, rappresentano un grande oceano di dati che, se elaborati correttamente, possono trasformarsi in informazioni preziose sia per coloro che operano per finalità istituzionali, sia per chi lavora in ambito aziendale.

A scopo meramente esemplificativo è possibile fare riferimento alla funzione di geo-localizzazione presente su molte piattaforme social. Tale funzione è stata utilizzata, in contesti operativi di contrasto al terrorismo, per geo-localizzare potenziali bersaglia all’interno del dominio fisico o per individuare l’esatta posizione di determinati account e provvedere alla loro chiusura. Lo Stato Islamico nell’utilizzare il mezzo social per diffondere il proprio messaggio, e strutturare una imponente campagna propagandista, si è presto reso conto che lo stesso strumento avrebbe potuto rappresentare una grande minaccia. L’accesso a internet, garantito ai suoi militanti, ha fornito infatti importanti elementi per le intelligence occidentali.

Il jihadista americano denominato Aashir al Amriki e il neozelandese Mark Taylor (Twitter aka: Kiwi Jihadi or @M_Taylor_Kiwi) trasmisero involontariamente la loro posizione nascosta, ma geolocalizzata, attraverso i loro post sui social media. Intercettati dai predisposti strumenti di intelligence e trasmesse agli analisti queste informazioni hanno permesso di ricostruire tutta una serie di informazioni relative al soggetto e al gruppo di riferimento. Questo è solo un esempio di utilizzo della ricerca OSInt in un ambito quale quello della difesa e della sicurezza.

Ma l’utilità della ricerca da fonti aperte non si esaurisce nel settore pubblico. Sempre più soggetti privati stanno constatando l’utilità di tale mezzo per migliorare le proprie performances.

Il monitoraggio di social network come twitter o facebook, ad esempio, può risultare di particolare interesse per avere una consapevolezza circa il livello di sentiment nei confronti della propria azienda in una determinata area geografica, di un proprio prodotto, oppure per analizzare gli stessi parametri relativi però ad un proprio competitor. La piattaforma denominata socialmention.com, ad esempio, permette di monitorare e misurare facilmente ciò che le persone dicono di una determinata persona, di una azienda, di un nuovo prodotto, di un evento, o di qualsiasi argomento nel panorama dei social media, in tempo reale. Socialmention monitora oltre 100 proprietà dei social media includendo Twitter, Facebook, FriendFeed, YouTube, Digg, Google, ecc.

Ad oggi sono presenti su internet tantissimi tools per svolgere analisi OSInt su internet e la capacità di utilizzarli nel modo corretto sta diventando sempre più una necessità.

Per tali motivi le aziende, dalle piccole e medie imprese, a quelle più grandi, dovrebbero assumere una sempre maggiore consapevolezza circa la necessità di integrare, nelle loro attività, l’utilizzo della ricerca informativa attraverso strumenti OSInt, al fine di acquisire un vantaggio competitivo nei confronti dei vari competitors anche internazionali.

A cura di: Andrea Strippoli Lanternini

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi in diritto penale dal titolo “Garanzie funzionali e nuove cause di non punibilità per gli operatori di intelligence”, ha successivamente conseguito il Master di II Livello in Peacekeeping and Security Studies presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi dal titolo “L’intelligence come strumento di contrasto del terrorismo internazionale di matrice politico – religiosa”.

Analista presso il Centro di Ricerca sulla Sicurezza ed il Terrorismo.

E’ membro della Commissione per il Contrasto del Terrorismo del Comitato Atlantico Italiano.

E’ Consigliere qualificato per l’applicazione del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti armati e nelle Crisis Response Situations .

Attualmente iscritto al Master di II Livello in Intelligence e Sicurezza presso la Link Campus University.

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