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La nuova sicurezza degli impianti produttivi e industriali parte dai dispositivi intelligenti

Intervista a Piergianni Marana, Axis Communications

Quali sono, oggi, le principali minacce di sicurezza per il settore industriale e manifatturiero?

Come è facilmente intuibile, le minacce di sicurezza più rilevanti per il settore industriale provengono dalle violazioni del perimetro che, nella maggior parte dei casi, conducono al furto o al danneggiamento dei materiali presenti. Se consideriamo, invece, le infrastrutture critiche, prioritaria è la sicurezza degli impianti: il sito deve essere sicuro per chi vi opera e mantenere, allo stesso tempo, l’efficienza dei processi di lavorazione. Diventa quindi fondamentale tanto impedire le intrusioni e i furti quanto evitare il danneggiamento o il blocco degli impianti.

Analizzando nel dettaglio alcuni specifici settori industriali, quello automobilistico appare particolarmente esposto al rischio di intrusioni e furti. Le concessionarie si presentano oggi sempre più come ambienti lussuosi che espongono accessori dai costi elevati. Il notevole flusso di clienti, che ogni giorno le frequenta, aumenta il rischio di danneggiamenti alle vetture o di furti dei singoli accessori, più semplici da gestire e rivendere rispetto ai veicoli, in quanto privi di codici di identificazione. Stesso discorso per i rivenditori di mezzi pesanti, che subiscono spesso furti di parti e accessori, con perdite superiori a parecchie decine di migliaia di euro.

Un altro segmento di mercato sensibile al tema delle intrusioni è quello delle multiutility che si occupano dell’erogazione di servizi come acqua e gas. In questi casi è fondamentale evitare accessi non autorizzati, per impedire non tanto i furti, quanto il danneggiamento delle strutture che potrebbe portare a conseguenze gravi, come l’inquinamento di acquedotti e gasdotti, con ricadute critiche anche sulla società.

Nel manifatturiero l’esigenza primaria riguarda la protezione delle materie prime, semilavorati e prodotti finiti. La sicurezza, in questo caso, deve estendersi a tutta la catena di produzione, dalla logistica al controllo, con stabilimenti e magazzini spesso dislocati geograficamente. Per questo le aziende ricorrono al supporto non solo delle tecnologie ma anche di esperti della sicurezza, spesso provenienti dall’ambito militare, in difesa non solo degli asset ma anche dei dipendenti.

In tale scenario, che soluzioni propone/quali tecnologie adotta Axis in termini di prevenzione e recovery?

Le proposte di Axis si strutturano, generalmente, in un impianto di sicurezza a più livelli. Il primo è rivolto alla protezione del perimetro esterno e, generalmente, prevede la presenza di un sistema in grado sia di rilevare la presenza di intrusi sia di agire da deterrente agli ingressi non autorizzati tramite sistemi di dissuasione. Questa duplice esigenza viene soddisfatta grazie all’utilizzo congiunto di telecamere termiche e PTZ con analisi video intelligente e di impianti audio. Le termocamere permettono una rilevazione più efficace rispetto alle telecamere ottiche, perché meno sensibili ai problemi dettati dalle condizioni ambientali come ombre, buio o oggetti mimetizzati. Le PTZ con autotracking attraverso la video analisi identificano e seguono il target. L’audio consente di informare ed allertare le persone che si stanno avvicinando ad un’area senza autorizzazione e renderle consapevoli di essere tenute sotto osservazione.

In uno scenario ideale, questo livello più esterno, dovrebbe già garantire la sicurezza della struttura. Qualora il primo livello di protezione non fosse sufficiente, la priorità diventerebbe seguire l’intruso nei suoi spostamenti all’interno della struttura, identificarlo e attuare le contromisure previste per questo tipo di infrazione. Per queste situazioni Axis mette a disposizione il sistema di rilevamento automatico AXIS Radar Autotracking per telecamere PTZ, progettato per controllare automaticamente la direzione e il livello di zoom di una o più telecamere, ottimizzandone l’inquadratura e permettendo quindi di seguire gli spostamenti dell’intruso riducendo al minimo la necessità di controllare manualmente le telecamere. Un vero elemento di innovazione per il settore.

Soluzioni di questo tipo sono particolarmente adatte a spazi ampi e trafficati come gli autoporti, dove la movimentazione giornaliera di container supera spesso le mille unità. Garantisce, infatti, un’ottima visione panoramica del sito, degli accessi e delle uscite e, allo stesso tempo, permette di inquadrare un preciso dettaglio quando necessario.

Le telecamere sono generalmente considerate strumenti in grado di “vedere” ma, grazie alle tecnologie Axis, diventano dispositivi intelligenti in grado anche di “sentire” l’ambiente circostante.

Come si conciliano tali strumenti – in particolare quelli basati su tracking, videosorveglianza e monitoraggi remoto – con la normativa in materia di privacy e protezione dei dati?

Le telecamere termiche creano immagini basate sul calore irradiato da qualsiasi oggetto, veicolo o persona anche in situazioni di scarsa illuminazione o di cattive condizioni atmosferiche. Queste immagini, tuttavia, non forniscono dati sensibili, come le caratteristiche del volto, che rendono possibile l’identificazione delle persone. Un’azienda può quindi beneficiare di questo tipo di soluzione con la garanzia che non vi sia alcuna infrazione della privacy.

Un discorso simile vale anche per il Radar, che permette di seguire traccia di una persona in movimento grazie ad un indicatore che simula il target, senza fornire alcun dettaglio sull’identità del soggetto.

https://www.axis.com/it-it

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